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( INGORDIGIA )
E' una fame poco provvisoria, non fa ingrassare.

IO -- GRAZIE A -- NON SONO --


/ L’amore di febbre. /

Il domani, per me, è un concetto molto relativo, molto.
Avevo scritto parecchie parole, ma non mi convincevano, ho cancellato quasi tutto. Non ha nessun senso ribadirlo se tanto ormai è stato fatto, ma il ribadimento è di mio gusto, quindi ribadiamo.
Niente, lasciamo stare i ribadimenti che furono e passiamo ad altro, perché ovviamente non era di questo che volevo scrivere. Qui mi blocco. No, anzi, riparto. Comincio già col fatto che ho una mirabolante e stupefacente scusa per l’obbrobriosa schifezza che sarà questo post. Cavillo che ho già potuto utilizzare in precedenza e di cui avrei preferito non poter usufruire più, ma mi è venuta subito a cercare manco gli dovessi gli alimenti. Ho la febbre. Io, seriamente, mi chiedo come sia possibile che ogni qual volta l’influenza decide di avere rapporti ravvicinati con gli umani, ha me come tappa fissa. Molti si lasciano prendere, quasi gioiosi, visto che molte volte si tratta di vacanza, specialmente da scuola, ma io la trovo pesante da reggere, nel vero senso della parola. Ero anche già imbottita di farmaci contro il mal di gola, ma nulla hanno potuto contro di lei, mi desiderava troppo. Adesso passerò qualche giorno col compagno di calore termometro, aspettando che la febbre si stufi di me. Ora che ci penso, e mi fa strano, pensare intendo, non era manco di questo che volevo parlare. (continua…)

4:46 --

/ Poi vivrei di nuovo url /

Sì, cambiamento.
Dopo una dura lotta con il php eccomi approdata qui (?).
Il blog è restato in ibernazione da halloween, ma finalmente sono tornata. Non esiste un vero motivo per questo trasferimento, si può tranquillamente dire che mi girava così, oppure che il blog ha voluto imitare il mio sito di risorse grafiche, sono spocchiosi a volte.
E’ una svolta, un nuovo inizio, un’altra vita, ma le cazzate restano le stesse, anzi vedo un probabile peggioramento, o almeno ci posso provare. Qualcuno avrà pensato (ma a chi interessa?) che vista la mia ultima dedica a Morfeo a forza di fare le ore piccole sarei uscita di testa, accucciata in un angolino dondolando avanti e indietro con gli occhi sbarrati. Fortunatamente, o forse no, sono nata fuori di testa e non posso diventarlo, comunque non ho ricominciato a dormire e l’orario di questo post lo dimostra, in compenso ho cominciato a fissare anche la parete. Natale è passato, ricordo con piacere i cenoni, anche le mie ora più voluminose maniglie dell’amore li rimembrano bene, poi è arrivata la fine dell’anno e il nuovo inizio, tanti auguri, boom, baam, 2012. Col cazzo che mi metto a dieta, mi piace la mia bogia. Come potete leggere sto già partendo bene per andare sempre peggio.
Ora non ho la mente accesa per scrivere di più, domani si vedrà.

1:41 --

/ Morfeo ti voglio. /

Inizio subito senza frasi introduttive, anche se questa è effettivamente una frase introduttiva, ma i dettagli non vanno più di moda. Siamo in pieno periodo horror, non festeggio Halloween, però le zucche e gli scheletri mi stanno simpatici, inoltre per rimediare dolci ogni scusa è buona. Non m’importa del lato commerciale della cosa, me ne sbatto se non è una nostra tradizione, io sono a favore di tutto ciò che inizia con paura e finisce con caramelle. Ovviamente non era di questo che volevo parlare (autocitazione), il post non è un “è festa divertitevi e non scassate la zucca”, ma una lamentela sul fatto che sto diventando sempre più notturna. Morfeo non ne vuole proprio sapere di me, e molto spesso alle 4.00 di mattina sono ancora lì a fissare il soffitto, per carità ora non voglio mettere in dubbio il sexappeal di quest’ultimo, ma è frustrante, dovrei cominciare almeno a fissare un poco anche la parete. Cosa ci azzecca tutto questo con dolcetto e scherzetto? Niente, pensavo che nei film horror ciò che tiene svegli sono demoni e fantasmi che non hanno niente di meglio da fare se non venire a rompere alla povera gente in piena notte, a quanto pare una volta passati dall’altra parte si viene investiti da una voglia irrefrenabile di sbattere porta, finestre e lenzuoli, sbattendo di conseguenza le palle a chi pensava di aver fatto un affare, comprando una casa enorme a prezzo stracciato, saltando per i parenti la parte in cui sono stati affettati e impacchettati gli ex inquilini. Torniamo però a me che cerco di farmi Morfeo. Io mi chiedo se sono l’unica persona, o essere secondo la mentalità dalla quale mi si guarda, che contando le pecore rimane ancora più sveglia invece di calare lentamente nelle braccia del tanto desiderato Morfeo. Pensare a quegli ammassi di lana che saltellano oltre la staccionata al posto di tranquillizzarmi aumenta la mia concentrazione, è vero che la matematica è la mia nemesi e tutto ciò che riguarda i numeri, mi fa venire voglia di strillare, ma seriamente il pensiero di riuscire a far saltare ogni pecora oltre il mucchio di legno e chiodi allontana Morfeo da me. Trovo assurdo dover contare qualcosa il quale numero sono io a deciderlo, visto che le saltellanti creature sono nella mia testa, o forse è proprio questa convezione che impedisce a Morfeo di fermare la conta quando vuole lui. Oppure semplicemente dovrei smetterla di pensare cose assurde.
Apro una parentesi “metamorfosi blog”.
Sono passata al lato oscuro della visualizzazione dinamica, devo dire che mi piace molto, anche se aspetto che aggiungano dei widget, per il momento i vari banner delle directory li ho inseriti in una pagina che ho chiamato appunto banner, notare lo sforzo nella ricerca di un nome originale, niente, buon Halloween?

6:51 --

/ Brucio dal freddo! /

Un bel post alla fine del mese. Ultimamente mi diletto a leggere guide che spiegano come migliorare il proprio blog. Stupendo passare da una frase all’altra senza un senso logico. La cosa che mi ha divertito è che il mio blog non rispetta nessuna delle “regole” diciamo di buon costume. Post scritti alla “quando mi gira butto giù qualche riga”, argomenti inutili e tante altre belle cose. Proprio per questo lo amo. Finisco di spargere miele per passare a un altro argomento poco interessante. Ho il raffreddore. Dramma. Ho voglia di lamentarmi. Sembro una drogata tra caramelle alla menta e pastiglie contro l’influenza di vario genere, avrei voglia di sbattere la testa sulla tastiera e restarci. Le uniche cose che mi tengono ancora dritta di fronte allo schermo in questo momento sono il cercare di finire questo post (quando mi fisso che devo scrivere, lo devo fare e basta) e sniffare i fazzoletti balsamici, ho scoperto di amarli. Quanto amore ultimamente, sembro una dodicenne in pieno periodo primaverile. Sto lottando veramente, ogni cinque minuti mi viene da starnutire (sì, impiego una vita a scrivere queste cazzate) e mi tocca roteare il capo nel senso in cui guardano le mie spalle, perchè ovviamente io ho gli occhi dietro la schiena, e sparare, evitando così di fare la doccia al monitor. Non credo gradirebbe. In questo momento maledico le pubblicità su quei prodotti che dovrebbero spalancare le vie aeree, eliminare il muco in un lampo e farti tornare a correre libera e felice per i prati insieme a quella con il nuovo assorbente “ultraipermegasuper” traspirante. Il freddo ancora non l’ho visto, ma in compenso ho beccato subito il malanno. Mentre scrivo su word, ho aperto una scheda del fox sulla home del blog (eh?). Mi diverto troppo a giocare con le etichette. Gira gira.

3:51 --

/ Non ti richiameremo mai. /

In questo periodo il blog subisce continue metamorfosi, ho iniziato a smanettare con la grafica e non riesco più a smettere. Ovviamente non sono ancora del tutto soddisfatta. Certamente non è di questo che voglio scrivere. Tempo fa sono stata contattata per un colloquio. Ormai non mi aspettavo manco una chiamata, ma invece il telefono squilla. Le parole usate sono più o meno “Ti sei candidata a un’offerta in rete?” Domani vieni alla sede per un colloquio”. Il giorno dopo sono nel posto designato, non ci sono cani e nemmeno anime, solo io. Entro, una signorina gentile e sorridente inizia a farmi delle domande. Le solite storie. Inizia con le classiche domande e finisce nell’assurdo. Quali giorni sei disponibile? Tutti. Turni? Certo. Automunita? Certo non ho un lavoro, ma i soldi per la macchina di sicuro.  (e la corrente se ne va, cazzo oggi è già due volte, proprio mentre stavo scrivendo, per mia fortuna ho l’abitudine di salvare ogni due righe, salva) Devi essere gentile con i clienti! Certo. Devi essere gentile con i clienti! Ovvio. Devi essere gentile con i clienti! (pensiero “grazie al cazzo, stai tranquilla che non li mando a fare in culo!”) Ovviamente. Sì, tre volte me l’ha ripetuto. Finito il terzo grado, mi dice ” Ti faremo sapere, potrei dimenticarmi di chiamare quindi in caso chiamami tu!” che vuol dire “col cazzo che ti chiamo, fallo tu”. Lascia come limite di tempo 5 giorni. Nessuno richiama, serve specificarlo? La loro speranza era che io perdessi la mia, ma visto che sovente mi diverto a rompere i coglioni, chiamo io. Risponde un tipo con un tono molto sul “cazzo rompi?” che mi passa la signorina gentile e probabilmente non più sorridente. La mia richiesta di notizie sarà suonata come un poco cortese “Allora?” e la risposta è stata “Non so niente, se ci sono novità, ti richiamo io” ossia “contaci che ti richiamiamo, vaffanculo!”. Non sento ancora niente. Salva.

6:57 --

/ Mi sei mancata troppo. /

Venerdì 26 agosto è successa una cosa che mi ha sconvolto. Non perchè mi abbiano chiamato per un colloquio dopo secoli, ma un’altra questione. In un paio di vie del mio paesello hanno tolto la corrente dalle 9.00 alle 14.00. Anche nella mia. Panico. Senza quella preziosa energia non ci si può lavare con l’acqua calda, non si possono accedere la televisione, il computer e tutti gli elettrodomestici. Manca la luce e non si trova la via del bagno senza sollevare le tapparelle e far entrare i fastidiosi raggi solari. Ho come l’impressione che una perdita fra quelle elencate non sia poi così grave. Inoltre non si può aprire ogni due minuti il frigorifero e controllare se il contenuto è cambiato per magia. E’ un dramma. Immerso nella noia, cominci a formulare pensieri strani, tipo chiederti perchè quel soprammobile si trova in quella posizione, oppure per quale arcano motivo l’anta del mobile è leggermente aperta. Passi da sconcertanti pensieri a gesti da allucinati totali, tipo iniziare a contare le mattonelle del pavimento. Follia. Già qualche minuto sembra l’inferno, non oso immaginare per sempre. Tutti i giorni, non avendo uno schermo a cui incollarsi, si uscirebbe a fare passeggiate, magari nella natura, a godersi le piccole cose della vita. Si potrebbero leggere una marea di libri, concentrarsi sulle proprie idee e sui propri pensieri. Usare il cervello insomma, un incubo. Per fortuna poi il mondo è tornato alla normalità. La luce è tornata. Lo schermo ha ricominciato a pensare per me.

3:44 --

/ Tu, palato congelato. /

Mi sembra arrivato il momento di scrivere.
In questo periodo sono stata in vacanza e poi a cercare di migliorarmi nell’uso dei codici HTML/CSS.
Avevo proposto a me stessa di provare a scrivere post senza programmare l’argomento, ma visto che la coerenza non è poi così affascinante, eccomi con un bel post a tema.
Il tema di oggi è… il gelato! Tanto per parlare di cose serie.
Vi sarà capitato di mangiare un gelato, magari in questi giorni, però quello di cui voglio scrivere io è quando ti capita un gelato che fa schifo. Si cazzo. Entri in una gelateria che non conosci, dove è specificato che il gelato è di fattura artigianale, sei felice perchè oltre a essere buono, ti darà sollievo dal caldo. Ti scegli dei gusti decisi, il cioccolato d’obbligo, con un altro a caso. Dai la prima leccata, è freddo. Vai avanti ed è freddo. Poi ancora freddo. Solo freddo. Arrivi alla conclusione che il fresco dolce non sa effettivamente di un cazzo.
Hanno anche il coraggio di decantarla quella merda. Puoi prendere tutti i gusti che è lo stesso, sono tutti uguali, a mio modesto parere è la stessa schifezza colorata in maniera differente. Riesci a scovare due gelaterie veramente buone su venti.
Non ci sono considerazioni profonde o finali a effetto, solo il gusto lasciato da un gelato che fa schifo.
Schifo.

6:47 --

/ Forse. /

Questa volta il titolo non è niente di elaborato.
Forse.
Stavo pensando che prima di scrivere un post ragiono su un argomento in particolare di cui voglio discutere, sono piuttosto programmati quei rettangoli di parole.
Sono una persona che ama cambiare quindi potrei anche scrivere semplicemente un post di cazzate quando mi gira, senza ragionarci troppo.
Il sistema “quello che ho fatto oggi” non mi è mai piaciuto, nella mia giornata la metà delle cose che mi succedono non sono interessanti e l’altra metà è irrilevante.
Forse.
Ieri una macchinetta di dolciumi distruggi organismo mi ha fottuto un euro.
Qualcuno avrebbe potuto anche trovarlo interessante.
For – no l’euro me l’ha fottuto veramente, puttana.
Quando non sai cosa scrivere puoi semplicemente postare un ammasso di ghirigori sul fatto che non sai cosa scrivere.
Non è mancanza d’idee.
Ora questo post è finito.
Forse.

4:02 --

/ Quanto ti costa la spesa? /

La spesa.
Quella che dovrebbe essere una normale attività per la propria sopravvivenza, vista da un’altra angolazione potrebbe sembrare una vera e propria caccia. Un povero e tranquillo essere come me entra in un supermercato qualunque con la lista delle cose che deve prendere ben appiccicata nella mente, pensando che trovato tutto ciò che gli occorre, pagherà e uscirà da lì ballonzolando con le “borsine” della spesa in mano.
Errore, terribile errore.
Entro tranquillamente e arraffo uno di quei cestini di plastica con le rotelle, perchè devo comprare due cavolate e non mi occorre il carrello, quindi mi appresto a utilizzare il pratico cesto, soltanto che appena lo poggio per terra e percorro il primo metro noto che le ruote fanno uno strano rumore, senza contare che il porta acquisti oltre che rumoreggiante è anche storto e va “dove vuole lui”, potrei prenderne un altro, ma una verità ben precisa mi s’illumina in testa, se ogni qual volta che becco un carrello o un cesto è storto o cigolante, forse non è solo la mia sfiga, semplicemente nessuno di quei cosi è sano.
Deciso che lo accetto per quello che è, concludo anche di non sopportare il suono che produce a ogni giro di ruote, così opto per la soluzione a braccio, ossia me lo porto in mano.
Devo dire che tenere qualcosa costruito per facilitarmi l’esistenza, lontano dal suo compito mi da un senso di delusione verso la vita.
Una volta lasciate stare le considerazioni del momento, inizia la vera guerra. Se il supermercato è mezzo vuoto non è un gran problema muoversi, anche se gli scaffali sono messi vicini, ma se è pieno di gente allora diventa una tragedia. Carrelli cigolanti che arrivano da tutte le parti con la conseguenza che, prima o poi, qualcuno noncurante del mondo che gli sta intorno, mi arriverà sicuramente addosso senza nemmeno chiedere scusa per avermi distrutto una gamba, deve correre a prendere chissà quale importantissimo articolo! (continua…)

3:12 --

/ Lavorami questo. /

Mi parlano di queste fantomatiche e a tratti mistiche agenzie per il lavoro così vado sul sito di una di queste, consigliatami come “affidabilissima” così affidabile che sembrava dovessero, oltre che trovarmi immediatamente un lavoro, dare un significato alla mia vita ed eliminare quel fastidioso prurito intimo.
Perciò mi iscrivo e inserisco il mio curriculum online.
Dopo qualche minuto mi arriva una loro mail che mi dice di chiamare un certo numero per fissare un certo colloquio.
Già il fatto di dover chiamare io mi piace tantissimo, ma faccio finta di nulla e chiamo.
La telefonata è stata circa così.
“Buongiorno, è quella agenzia lì in quel posto lì?”
“Sì”
“Mi sono iscritta al vostro sito e ho inserito il mio curriculum online. Mi è arrivata una vostra mail che mi diceva di chiamare a questo numero per fissare un colloquio”
“Non ho capito”
Mi faccio una dose di pazienza.
“Ho messo il mio curriculum sul sito e mi è arrivata una mail che diceva di chiamarvi per fissare un colloquio”
“Ha fatto la richiesta? Ha messo il curriculum?”
Altre tre dosi.
“Si”
“Allora saremo noi a contattarla, salve”
“Ok, grazie e buona giornata”
Io ancora non ho sentito niente.Brunetta ha detto “chi è senza lavoro vada a scaricare cassette al mercato e magari anche a raccogliere le mele”.
La risposta di una senza lavoro come me è “dimmi dove e quando”.
E poi si sono fissati con queste cazzo di mele.

6:37 3 !!!

dopo ->